Un gioiello tra le rocce

Un gioiello tra le rocce

Il Santuario della Madonna d’Appari, capolavoro romanico tra gli eremi montani

Stretta tra il torrente Raiale e la parete rocciosa si erge la facciata del Santuario, protesa verso l’alto con la sua forma slanciata, affiancata dall’alto campanile.

Questo gioiello in stile romanico è stato dichiarato monumento nazionale nel 1902 e per goderne la vista dovete percorre la strada che sale da L’Aquila verso il Gran Sasso, nel tratto che congiunge Paganica con Camarda. Siamo in un luogo molto suggestivo immersi nella natura sfolgorante del Parco, tra rocce e sentieri che si inerpicano nei boschi di pino nero.

In questa cornice svetta la semplice facciata del Santuario, con un arco a tutto sesto e una finestra circolare. Ma varcato l’ingresso è tutta una esplosione di colore: l’interno, a navata unica, è completamente affrescato con scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Va poi segnalata la 'Madonna del Santissimo Rosario con i quindici misteri', quadro realizzato da Pompeo Mausonio e datato 1596.

All’interno del Santuario è custodito anche un prezioso organo con 400 canne e realizzato dall’artista romano Tommaso Vayola nel 1857 e nel periodo estivo si tengono concerti d’organo.

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